Riqualificazione

Per la prima volta nella storia, un gruppo di abitanti, nello specifico di Campo di Marte e Coverciano, zone tra le più belle e ricche di Firenze, ha scritto ad un’istituzione per chiedere di NON concedere risorse pubbliche per “riqualificare” il proprio quartiere. È successo pochi giorni fa quando hanno vergato una lettera destinata a Céline Gauer, capo della task force europea per la Ripresa e resilienza che finanzia in Italia il Pnrr. I firmatari sono indignati per come verranno spesi i soldi che arriveranno per la costruzione del nuovo stadio della Fiorentina e che allo stesso tempo stravolgerà il tessuto urbano, ambientale, sociale e commerciale della zona residenziale ai piedi di Fiesole.

La promessa riqualificazione utilizza infatti risorse Pnrr destinate ai Piani urbani integrati con l’obiettivo, tra gli altri di migliorare “ampie aree urbane degradate” e “alla rigenerazione e rivitalizzazione economica”, con attenzione alla creazione di “nuovi servizi alla persona e alla riqualificazione delle infrastrutture”, permettendo la trasformazione di “territori vulnerabili in città intelligenti e sostenibili”, anche attraverso la “manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile” di aree per “finalità di interesse pubblico”, il “miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale” con particolare riferimento allo sviluppo e al potenziamento dei servizi sociali e culturali col fine di “produrre minori emissioni di CO2”.

Ma la riqualificazione proposta dagli enti locali, denunciano gli abitanti, “si trascina invece un’immensa colata di cemento, distruzione di alberi e verde, migliaia di metri cubi in strutture alberghiere di lusso, centri commerciali e direzionali, nonché un parcheggio da due-tremila posti auto”. Basta vedere i rendering del progetto per rendersene conto.

Tradotto: si usano soldi che l’Europa destina ad aree degradate per devastare uno tra i quartieri più vivibili della città. Voi da che parte state? Noi non abbiamo dubbi. E ad ascoltare l’opinione pubblica informata per una volta non siamo soli.

da Resistenze, rubrica di Fuori Binario del 1 Maggio 2023