Se le istituzioni latitano, l’organizzazione dal basso diventa fondamentale

di Cristiano Lucchi

Firenze potrà tornare ad essere una comunità e non un parco giochi in mano alla speculazione e alla cattiva politica, solo se chi vi abita, vive, lavora, ne prende atto e si attiva. Anche il vescovo Gambelli alla Loggia del Bigallo, una delle prime strutture destinate alla carità, ha affrontato il tema: “Viviamo giorni in cui la frustrazione per come la cosa pubblica viene condotta – ha detto – spinge a credere che dedicare tempo e intelligenza al bene comune sia qualcosa che non ci riguarda”, per poi ammonire “abbiamo bisogno di riportare la politica ad essere potere che si esercita con l’altro”.

Il potere si esercita CON l’altro. Nessuna amministrazione si muova sola, avverte. Sta a noi quindi, semplici persone frustrate dalla cattiva politica, dedicare tempo e intelligenza per pretendere che la politica sia al nostro servizio e non dei soliti noti.

A Barcellona non solo ci hanno provato, ma ci sono riusciti. Il Sindacato degli inquilini ha promosso una mobilitazione senza precedenti: un vero e proprio sciopero degli affitti per impedire la privatizzazione di 1.700 case popolari gestite da InmoCaixa, il ramo immobiliare della prima banca catalana. Si sono organizzati, hanno smesso di pagare, sono scesi in piazza, hanno fatto pressioni alla politica – non l’hanno lasciata sola (!) – affinché quegli alloggi, costruiti con fondi pubblici, rimanessero pubblici e venissero sottratti definitivamente alla speculazione. Il Sindacato ha vinto, La Generalitat – la loro Regione – è stata costretta a comprare tutti i 1.700 appartamenti. Li ha blindati per sempre come case popolari. Il Sindacato ha dimostrato che quando le istituzioni non intervengono, l’organizzazione dal basso diventa l’unica strada da percorrere.

da Resistenze, rubrica di Fuori Binario del 1 gennaio 2026