In quella chicca di film che è Tu mi turbi, Roberto Benigni deve comprare casa e va in banca per chiedere 100 milioni (di lire, era il 1983). Non chiede l’elemosina, non è un ladro. È un cittadino che vuole pagare, restituire, persino offrire un interesse. Il protagonista è convinto che basti intavolare una bella discussione per far capire che di lui ci si può fidare. Pacatamente il direttore gli spiega che c’è “un problema di garanzie” e che per avere quei soldi deve dimostrare di avere altri soldi.

Il nostro propone allora di firmare un impegno solenne, di pagare il 30% di interessi, di restituire quando potrà, con la leggerezza di chi vive già un rapporto reciproco di fiducia. Ma la banca non cede. Scopre allora che basterebbe un assegno. Ma l’assegno, per essere valido, richiede un conto. E il conto richiede soldi. È il circolo vizioso del già-ricco: si presta solo a chi non avrebbe bisogno di avere un prestito. Perché la vera garanzia non è la parola data, né l’interesse: è il possesso pregresso.
Benigni allora si arrabbia e la farsa arriva al suo acme: capisce tragicamente che per avere il prestito di 100 milioni dovrebbe già avere un miliardo. Il Re è nudo e rimane sepolto sotto un paradosso: “Allora se ho bisogno di una melanzana, devo avere un miliardo di melanzane a casa?” La banca, con la sua logica, dice sì. E così ammette senza vergogna che il suo mestiere non è aiutare chi è sommerso, ma favorire chi è già salvato.
Il potenziale cliente se ne va dopo aver appreso che il credito non è un diritto, né un patto ma solo un premio per chi ha già vinto. I poveri restano fuori, i ricchi dentro, la banca dorme sonni tranquilli mente Roberto resta senza casa. Per questo Fuori Binario ha deciso di aprire una linea di “microcredito relazionale” per i tanti Roberto che non hanno garanzie e che vengono chiamati orrendamente “non bancabili”, li trovate mentre vendono questo giornale in strada e potete sostenerli aderendo al nostro progetto.
A voi condire la vostra melanzana con tanta fiducia e solidarietà.
da Resistenze, rubrica di Fuori Binario del 1 giugno 2026
