Complici di genocidio

Settantamila morti, almeno quelli “ufficiali”. Migliaia di bambini amputati, orfani, o uccisi mentre erano in fila per il cibo. Ovunque morte e distruzione. Salute mentale pregiudicata per intere esistenze. Cos’è questo se non un genocidio? Netanyahu vuole per Gaza una soluzione finale, liberarsi dei palestinesi per sempre, occupare la Striscia e la Cisgiordania. Lo denunciamo nel nostro piccolo da ormai quasi due anni. Ma Israele può fare tutto questo – assassinare, affamare, distruggere le vite e il futuro di centinaia di migliaia di palestinesi – solo e soltanto perché noi del sedicente “Occidente civilizzato” glielo permettiamo. Davvero pensiamo di non avere nessuna responsabilità nella morte e nelle sofferenze del popolo palestinese?

Un manifesto della campagna ‘Ultimo giorno
di Gaza’: “Senza l’appoggio anche del governo italiano, Netanyahu non potrebbe continuare il genocidio del popolo palestinese. Questo è un #genocidiomadeinitaly”
Un manifesto della campagna ‘Ultimo giorno di Gaza’: “Senza l’appoggio anche del governo italiano, Netanyahu non potrebbe continuare il genocidio del popolo palestinese. Questo è un #genocidiomadeinitaly”

Abbiamo chiesto un parere alla docente di Diritto internazionale Micaela Frulli, nostra lettrice: “Mai come adesso dobbiamo garantire il massimo sostegno alle attività della Corte penale internazionale nel far rispettare il diritto internazionale e nel far valere le responsabilità per le gravissime violazioni a cui stiamo assistendo, ovunque esse avvengano e da chiunque siano commesse. Occorre perciò richiamare con forza i governi degli Stati europei ai loro obblighi giuridici e alle loro responsabilità politiche”. Lo Statuto di Roma che istituisce la Corte Penale Internazionale prevede infatti varie forme di responsabilità. Fra queste anche la complicità, l’aiuto e il favoreggiamento nei confronti di compie un crimine. “In particolare ci ricorda ancora Frulli c’è l’articolo 25, paragrafo 3, lettera C che prevede che si possa essere considerati responsabili penalmente se si è sostanzialmente agito allo scopo di agevolare la commissione di un reato, favorendolo anche attraverso la fornitura di mezzi per la sua commissione”.

In questo contesto che tipo di responsabilità hanno Giorgia Meloni e i suoi pari europei che sostengono Israele? Per restare al nostro paese, secondo l’organizzazione Archivio Disarmo, l’Italia sta continuando a fornire armi a Israele. Si tratta di sistemi di arma costruiti dalla Leonardo (ma non solo), tecnologie per la navigazione aerea e spaziale, aerei, droni, radar e bombe, granate e siluri. AD denuncia “tutto ciò nonostante la Legge 185/1990 vieti l’invio di armamenti a Paesi coinvolti in conflitti”.

Un’inchiesta di Altreconomia ci racconta come l’Italia abbia inviato a Israele materiali chiave per esplosivi e armi nucleari: cordoni detonanti, nitrato di ammonio e trizio: dal 7 ottobre 2023 il nostro Paese è diventato tra i principali esportatori di materiali a “duplice uso” verso Tel Aviv. Alcuni utilizzabili per le demolizioni controllate che stanno cancellando Gaza.

Dal canto suo, Tomaso Montanari lancia un appello durissimo contro il silenzio e la complicità delle democrazie occidentali. “A Gaza sta accadendo un genocidio, e non è una questione terminologica. Il governo Netanyahu ha più volte dichiarato l’intenzione di eliminare un intero popolo. E questo non riguarda solo Israele: è un genocidio anche europeo, occidentale, italiano, perché viene compiuto anche con le armi di Leonardo. I cittadini e le cittadine italiane devono sapere che, in loro nome, si sta verificando un genocidio”. E arriva al merito della questione: “In quanto alleata di Israele, l’Italia potrà essere, anzi, io credo, sarà processata dalla Corte Internazionale di Giustizia come Stato. E i suoi rappresentanti saranno chiamati a rispondere alla Corte Penale Internazionale. Le condizioni previste dalla Convenzione del 1948 sul genocidio ci sono tutte”.

In parlamento AVS ha intanto annunciato un esposto-denuncia alla Corte penale Internazionale contro il governo italiano per “complicità nei crimini internazionali commessi a Gaza”. Alla base della denuncia c’è “la prosecuzione del trasferimento di armi e materiali a Israele in un contesto di violazione del diritto internazionale da parte di Israele. I singoli membri del governo, responsabili delle decisioni di continuare a trasferire le armi, potrebbero essere ritenuti penalmente responsabili, se si dimostra che erano consapevoli che la loro attività ha agevolato crimini internazionali”.