La farsa del potere

L’affaire Montedomini – appartamenti destinati ai più poveri messi sul mercato degli affitti turistici di lusso (e molto altro ancora) – è un clamoroso scivolone nel fango per l’amministrazione comunale, che per anni ha creduto di blandire l’opinione pubblica sfornando sui social reel sui grandi cantieri (stadio e tranvia su tutti) e su un concetto di sicurezza caro alla triade Meloni-Vannacci-Salvini (mitiche le sceneggiate da saloon a bordo dei tram). Lo scandalo ha colpito la maggioranza dei fiorentini per la sua concretezza.

Questa volta non si tratta di “percezione della sicurezza” di cui blaterare a fini di propaganda, bensì del diritto alla sicurezza per antonomasia: avere o, meglio, non avere quattro mura dove vivere, appunto, “sicuri”. Salvo poche, ricche, eccezioni, oggi non esiste infatti persona a Firenze che non sia a rischio espulsione dalla città, che non viva direttamente o indirettamente il dramma della casa, degli affitti che aumentano, dello sfratto, del lavoro povero, del turismo o dell’urbanistica speculativa. Nessuno di questi temi è governato in maniera efficace dalla politica.

Da queste pagine abbiamo più volte raccontato come sia frustrante dover chiedere alle istituzioni il rispetto dei diritti, a partire proprio da quelli sociali. Serve pertanto un cambio radicale nella gestione della città. Servono persone competenti, attente ai bisogni delle persone, che abbiano finalmente come priorità il bene comune, che non siano nominate ma espressione reale dell’elettorato che intendono rappresentare.

Basta coi “cacicchi” e i “capibastone” (come li definiva D’Alema che i suoi li conosceva bene), basta con persone che nella migliore delle ipotesi non sanno quello che fanno. E siccome già oggi i poveri sono costretti a subire misure fasciste nelle strade, nei cpr, nel Mediterraneo e nelle strutture penitenziarie e di “accoglienza”, forse è il momento che i voti non vengano più chiesti minacciando l’arrivo dell’estrema destra. “Non esistono poteri buoni” cantava De André. Come non dargli ragione?

da Resistenze, rubrica di Fuori Binario del 1 settembre 2026